Botti di Capodanno, alle Egadi i 5 Stelle chiedono ordinanza per vietarli

botti-capodanno-incubo-animaliIl Meetup del Movimento 5 Stelle delle Isole Egadi ha presentato una richiesta al Sindaco di Favignana affinché si attivi per l’emanazione di un’ordinanza che vieti l’utilizzo di botti e petardi su tutto il territorio Egadino per il periodo delle festività di fine anno, prevedendo sanzioni adeguate per scoraggiarne i trasgressori.
«È diffusa anche nel nostro territorio la consuetudine di celebrare le festività natalizie ed altri eventi durante l’anno, con il lancio di petardi e botti di vario genere – si legge in una nota – e che gli stessi, possono provocare danni fisici, spesso sono causa di atti vandalici, possono generare anche danni econimici alle cose, per il rischio di incendio connesso al loro contatto con il materiale esplosivo (considerato anche la mancanza di una sede o distaccamento dei Vigili del Fuoco).
Inoltre l’uso degli stessi “botti”terrorizza gli animali domestici, i quali, dotati di un apparato uditivo molto più sensibile di quello umano e spaventati dai forti rumori, sono indotti a reazioni istintive incontrollate, come gettarsi nel vuoto dai terrazzi, strozzarsi nel tentativo di divincolarsi dalla catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo in serio pericolo la propria incolumità e quella degli altri.
Le stesse associazioni animalistiche negli anni hanno divulgato diversi consigli su come tutelare i propri animali domestici nei momenti di intenso utilizzo di artifici pirotecnici».
Le associazioni animalistiche presenti sul territorio, quali l’Associazione SAIE – Soccorso Animali Isole Egadi – e la delegazione dell’ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – avrebbero sposato la causa.
«In questo caso – concludono i 5 Stelle – l’emanazione di un’ordinanza significherebbe un atto di responsabilità verso l’incolumità pubblica, di sensibilità verso gli animali, domestici e non, e quella ambientale, oltre che a garantire di preservare il territorio da spiacevoli conseguenze».
Va detto che in molti Comuni d’Italia sono state emesse ordinanze in merito, prevedendo sanzioni pecuniarie per i trasgressori.

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