Riforma costituzionale, Cisl: “Nostro obiettivo è voto consapevole”

fotodibattitoCisl“Offriamo con questo incontro ai nostri delegati e dirigenti una chiara lettura dei motivi alla base del Sì e del No al voto di ottobre, proprio perché è necessario che si sviluppi nel sindacato sempre di più una partecipazione attiva e consapevole al cambiamento, non più rinviabile nel nostro paese e ancor più nel nostro territorio”. Ad aprire cosi il dibattito sul tema della riforma costituzionale e il referendum di ottobre organizzato dalla Cisl Palermo Trapani nelle sede dell’ex noviziato del Crociferi a Palermo, è stata il segretario Daniela De Luca. Un confronto fra politici, sindacalisti e giuristi per informare i rappresentanti del sindacato e i lavoratori sulle motivazioni alla base del Sì e del No “per un voto consapevole”. All’incontro hanno partecipato rappresentanti locali regionali e nazionali del sindacato, parlamentari nazionali e giuristi per il No e per il Sì. “Oltre al tema delle riforme necessarie per innovare il paese e dare slancio solo, però, se largamente condivise e chiare nei dettagli – ha aggiunto De Luca –, ciò che ci interessa approfondire è il nodo dei rapporti istituzionali fra i vari livelli, Stato e Regione ed enti locali , che devono dialogare e trovare soluzioni comuni. Purtroppo abbiamo già visto che, nel recente passato, la difficoltà di queste dinamiche, soprattutto per ragioni politiche, non ha fatto altro che ritardare decisioni fondamentali per lo sviluppo dei territori. Se la conferenza Stato-Regione non ha finora agevolato questi rapporti, bisogna trovare anche in fase di elaborazione delle riforme una strada che possa facilitare questo dialogo e accelerare i tempi delle decisioni strategiche e dei provvedimenti”. “La poco chiara riforma del titolo V della Costituzione, il decentramento spinto non accompagnato da adeguati governi regionali siciliani che negli ultimi anni hanno peccato di mancanza di autorevolezza, hanno aggravato le nostre condizioni in determinati settori come sanità, trasporti, infrastrutture e altri. Su questo bisogna riflettere per trovare le giuste soluzioni e far ripartire lo sviluppo possibile solo in un clima di stabilità”. “Le riforme occorre farle senza dubbio – ha commentato Leoluca Orlando presidente Anci Sicilia –,ma non basta questo principio per votare Sì, le riforme devono avere i giusti effetti sulla vita del nostro paese, parliamo in questo caso di riforma del sistema del governo centrale , di interventi di razionalizzazione del sistema, ma risultano evidenti alcune anomalie. Prima di tutto la coincidenza fra scelte di governo e scelte costituzionali che non devono cambiare secondo la maggioranza elettorale e che restano centrali per la vita futura del Paese. Secondo noi, proprio per questo è stata impropria l’entrata a gamba tesa del governo nazionale su questioni cosi centrali. Tutto l’impianto del depotenziamento del sistema democratico rappresentativo non può lasciarci indifferenti soprattutto se si pensa agli effetti che poi porterebbe associato a questo la riforma elettorale Italicum, e rispetto al fatto che gli organi di rappresentanza vengono scelti cosi in base al premio di maggioranza assegnato alle liste. Altro vulnus secondo noi grave: la scelta dei componenti del Senato dei 100, secondo noi è una mortificazione, un ultimo colpo ai corpi intermedi del nostro paese che costituisce davvero un pericolo. Dobbiamo accettare tutto questo, per paura di apparire fermi all’antico?”
Ad illustrare la riforma è stato Stefano Colotto rappresentante del Dipartimento Fisco e Riforme costituzionali della Cisl. “Gli assetti istituzionali hanno effetti diretti su condizioni di sviluppo e crescita dell’economia, quindi le riforme devono essere condivise con i corpi intermedi e quindi con il sindacato” ha spiegato Colotto.
Ad offrire i punti di vista alla base del Sì e del No, sono stati Giuseppe Verde docente di diritto costituzionale dell’Università di Palermo, Gaetano Armao docente di diritto amministrativo dell’ateneo palermitano, Francesco Campanella componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Teresa Piccione componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. “Penso che questa riforma produca un avanzamento complessivo al nostro Paese e l’avvio del percorso di manutenzione del nostro sistema rappresentativo, non capiamo perché ogni volta che si parla di revisione del testo costituzionale non si possa raggiungere l’obiettivo nel nostro paese” – ha affermato il professore Verde Sì. Per Gaetano Armao che fa parte del Comitato giuristi per il No “va bene il cambiamento le riforme servono ad attrarre investimenti, ma questa riforma non ci convince perché a nostro avviso ha dominato l’improvvisazione, l’esigenza di apparire riformatori prescindendo dalle proposte. E’ stata introdotta nel tempo una compressione e demolizione dei sistemi e corpi intermedi ì, un indebolimento progressivo a partire dalla camere di commercio ad esempio, che rischia di portare a una supremazia assoluta del governo centrale”. Per il Sì, Teresa Piccione componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati “questa riforma è nata in un contesto di straordinarietà dettato dalla necessità di portare avanti le riforme subito, dato che il nostro Paese stenta ad uscire dalla crisi e a riformarsi. Frutto di un compromesso necessario che deve andare avanti, dobbiamo vivere in un contesto nuovo”. Per il No Francesco Campanella componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato “La vera riforma è quella dello snellimento burocratico, l’unica rivoluzione è l’applicazione della Costituzione del ‘48. Questa riforma è sbagliata perché sbilancia l’equilibrio tra i poteri in favore del governo, arginando il Parlamento a un’attività di segreteria. La partecipazione dei cittadini è fondamentale, senza una comunità consapevole e un parlamento vigile sull’azione del governo, rischiamo di far venire meno le basi su cui è costruita la nostra democrazia”.
A concludere Mimmo Milazzo segretario Cisl Sicilia “è fondamentale che i lavoratori comprendano il momento cruciale per il nostro paese e partecipino al voto in modo consapevole e questo è il nostro obiettivo fondamentale. La riforma incide su molti aspetti centrali come ad esempio il ritorno alla gestione dello Stato per alcuni settori strategici per il paese, che era stato rivoluzionato creando vari conflitti di competenze fra i vari livelli istituzionali, con le modifiche del titolo V della Costituzione. Siamo sempre stati dell’idea che sulle grandi opere infrastrutturali serve un intervento dello Stato. La riduzione dei compensi dei deputati e quindi dei costi della politica è senz’altro importante, non si può restare sempre bloccati, ma serve lavorare insieme per migliorare anche questo testo. Non è più rinviabile il cambiamento radicale e noi intendiamo tenere informati i nostri iscritti affinché partecipino in modo consapevole a questo processo, per questo pubblicheremo sul nostro sito Cisl Sicilia un link che spiegherà nel dettaglio la riforma. Resta il timore sulle modalità delle elezioni del Senato e altre ombre da chiarire, ma il cambiamento non deve far paura. Bisogna rafforzare i presidi di legalità e partecipazione dei cittadini attraverso un voto consapevole”.

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