Trapani, giornalisti in cassa integrazione e compensi da miseria: nota Assostampa

Giornalisti in cassa integrazione a zero ore e compensi che definire miseri è forse riduttivo. È l’ultimo capitolo di una storia triste che da qualche tempo, troppo, vede protagonista il giornalismo trapanese. A fare il punto della situazione, che fa sempre più presagire sviluppi preoccupanti, è l’Assostampa di Trapani.
“La crisi che attraversa la stampa siciliana, se da un lato rischia di compromettere fortemente un’informazione libera e democratica al servizio dell’opinione pubblica, dall’altro sta creando sacche di disoccupazione tra i giornalisti – si legge in una nota – incrementando, allo stesso tempo, uno sfruttamento professionale che non trova, in tutto il resto del paese, riscontri analoghi”.
87233305_e1680aeeeb_o“Se La Sicilia ha tagliato l’edizione trapanese dalle sue pagine, interrompendo un rapporto di lavoro con una fitta rete di collaboratori – continua il documento – , il Giornale di Sicilia sta facendo di peggio mettendo in cassa integrazione, a ore zero, diversi colleghi contrattualizzati. Se da oggi le firme di Andrea Castellano, Gianfranco Criscenti e Luigi Todaro, cassaintegrati, spariranno dalle pagine del Giornale di Sicilia, il giornale che non intende rinunciare a fornire ai suoi lettori informazioni ‘attente e puntuali’ è alla ricerca di nuovi collaboratori per lo sport, la cronaca giudiziaria e nera offrendo loro un compenso che non raggiunge i 4 euro ad articolo. La prima a ricevere una simile proposta da parte della responsabile della redazione trapanese de Il Giornale di Sicilia è stata la collega Ornella Fulco che ha rifiutato in segno di solidarietà con i colleghi messi in cassa integrazione e ritenendo, sotto il profilo remunerativo, indecente l’offerta lavorativa”.
“Ora – si legge ancora nella nota –, se consideriamo che dietro la stesura di un articolo ci sono ore di lavoro il compenso offerto non supera i 30/40 centesimi di euro l’ora, un vero e proprio sfruttamento ancora più cruento rispetto a quello inflitto agli immigrati indiani di etnia sikh che nell’agro pontino vengono schiavizzati, nella raccolta di pomodoro, con un compenso di 3,50 euro l’ora. Se lo sfruttamento degli immigrati ha imposto al Governo di adottare strette misure nei confronti degli agrari sfruttatori, la legge dell’equo compenso per i giornalisti non contrattualizzati resta nel limbo poiché è così controversa e discussa da impedirne l’applicazione”.
La segreteria provinciale dell’Associazione Siciliana della Stampa ha già espresso solidarietà ai giornalisti Castellano, Todaro e Criscenti, impegnandosi “a seguire la loro vicenda sotto il profilo normativo e sindacale e rivolge un appello a tutti i giornalisti della provincia affinché l’operato della collega Fulco diventi una linea guida e non un episodio isolato”.

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