Trapani, un luogo da intitolare all’editore Salvatore Coppola

Salvatore Coppola è stato un editore coraggioso. Avrebbe avuto diversi motivi per mollare tutto, per lasciarsi andare, invece ha investito se stesso nella sua città, Trapani, tramite la sua casa editrice, che attraverso originali pubblicazioni negli anni ha diffuso  i valori della legalità e con importanti eventi ha creato cultura. Lo ha fatto fino alla fine, fino al 2013, anno della sua prematura scomparsa.
In questi giorni, il capogruppo del PD al Consiglio comunale di Trapani, Enzo Abbruscato, ha formalizzato un atto di indirizzo per chiedere l’intitolazione di un luogo pubblico «per ricordare ai posteri l’impegno e la dedizione di Salvatore Coppola, coraggioso e infaticabile editore Trapanese» e istituire il Premio Letterario “Licchia”, come era soprannominato.

coppola«Con uno spirito di sacrificio raro e prezioso ha portato in giro per l’Italia i valori di questa terra – ha ricordato Abbruscato –, per dimostrare che da Trapani possono uscire fuori grandi eccellenze. Una rete che ha coinvolto scrittori italiani e americani, come Anthony Fragola e Gaetano Cipolla, artisti internazionali come Nicolò D’Alessandro, parolieri del calibro di Pino Romanelli, talenti della scrittura e della musica come Marilena Monti, intellettuali come Giacomo Pilati, Salvatore Mugno, Rocco Fodale, Daniela Gambino, Ninì Ferrara, Salvatore Di Marco, Ignazio Apolloni, Augusto Cavadi, Mario de Caro e tanti altri. Nel 2009 ha ricevuto il premio Giovanni Falcone per il suo impegno contro la mafia».
«Una rete internazionale – secondo il consigliere comunale –, e lui lì dietro a cucire queste maglie sottili del cambiamento per avanzare una idea, una ipotesi. Silenzioso, sempre un passo indietro, di una timidezza composta che non celava fragilità o debolezza, semmai la voglia si starsene lì a guardare l’effetto che fa mettere insieme un professore di Cinema dell’università del North Carolina, un cuoco, un contadino e un poeta. Salvatore, ma in tanti lo conoscevano con il soprannome di Licchia, aveva dato alle parole un senso etico eccezionale, che era indipendente dalla loro rendita economica, una follia imprenditoriale; un magia in un mondo dove contano sempre meno i valori. Le parole, quelle buone, migliorano la gente e allora si devono pubblicare, perché è sicuro che servono a qualcosa. A fissare una emozione, un ricordo, una denuncia. A lui si devono le collane di libri da indossare per essere letti in metro o passeggiando, come “Accollati un libro”, e i “Pizzini della legalità”, nati subito dopo la cattura del boss Bernardo Provenzano per dare voce ai familiari delle vittime di mafia come Pina Maisano Grassi, Michele Costa, Giovanni Impastato, Margherita Asta, piccoli block notes di 40 pagine che testimoniano e divulgano i valori dell’antimafia».

Nel 2009 Coppola ha allargato questa sua rete ai ragazzi di Scampia, donando loro una stampante con cui fabbricare in proprio i “pizzini” contro la camorra. Un gesto meraviglioso e coraggioso al tempo stesso. Quei ragazzi, oggi, lo hanno ricompensato rilevando la sua casa editrice. Il giusto premio per un uomo che nella sua compostezza è riuscito a dare tanto alla sua città e non solo a quella.

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