È la settimana dei Misteri. Domani e mercoledì la processione dei due quadri della Madonna

La Settimana Santa a Trapani ha dei prologhi commoventi. Si tratta dei due quadri rappresentati uno la Madonna dei Massari e l’altro quella della Pietà. La prima viene portata in processione il Martedì Santo dalla corporazione dei Massari e si snoda presso la parte più antica della città, accompagnata dalle note delle marce funebri. La sera dopo una funzione religiosa, viene deposta in un capannone costruito per l’occasione in piazza Locatelli, dove passerà la notte. Secondo un’antica tradizione, l’immagine dell’Addolorata viene custodita tutta la notte dalle mogli dei massari.

Madre Pietà dei MassariIl simulacro della Madonna dei Massari, fu realizzato verosimilmente da Ludovico Zichichi, anche se alcuni lo attribuiscono a Narciso Guidone o a Giuseppe Armino. Questa “Madre Pietà”, la prima in ordine di tempo ad uscire, apre i riti della Settimana Santa trapanese. Non si hanno notizie certe relative alle origini della processione, non menzionata nel libro “Trapani Sacra” di Padre Benigno di Santa Caterina, scritto nel 1812. Si ha solo notizia di una processione della “Vergine Signora dei Sette Dolori”, il cui itinerario era limitato alle vie circostanti al porto, zone in cui solitamente operavano i massari. Per trovare traccia della processione si deve attendere il 1882, ovvero quando viene pubblicato il volume “Spettacoli e feste popolari in Trapani” del canonico Fortunato Mondello.

Il Mercoledì, invece, va in processione la Madonna della Pietà del Popolo, curata però dal ceto dei Fruttivendoli. Anch’essa si snoda lungo le viuzze del centro storico, fino ad arrivare, nel pomeriggio, a piazza Locatelli, dove avviene il commovente incontro tra le due Madonne e lo scambio dei ceri tra i consoli delle rispettive maestranze. Questo momento suggestivo ha origini molto antiche e lo scambio del cero è ancora più antico della processione dei Misteri, in origine avvenuta con rappresentazioni viventi.

Il simulacro della Madre della Pietà del Popolo è ancor più antico di quello dei Massari. Secondo lo storico Mario Serraino, il quadro va attribuito al pittore trapanese Giovanni Battista De Vita ed è databile alla seconda metà del ‘600; la “vara” in legno che lo racchiude, invece, fu ideata dall’architetto Luciano Gambina e risale al 1778. Nel 1975, la sacra immagine, allora custodita nella chiesa del Purgatorio, fu derubata degli antichi ex voto, sostituiti negli anni dai nuovi preziosi offerti dei fedeli.
Il restauro, eseguito nel 1990 da Francesco Carrozzo, ha fatto ipotizzare qualcosa di sorprendente: pare, infatti, che l’immagine di Maria facesse originariamente parte di una grande tela, dalla quale venne poi tagliata. La prima processione del quadro risale al Giovedì Santo del 1723, mentre nel 1956 fu anticipata al Mercoledì Santo.

L’indomani, Giovedì Santo, dopo le cinque del pomeriggio, iniziano le visite ai Sepolcri, ovvero gli “altari della reposizione”. Questi rappresentano il Santissimo Sacramento, contenuto nell’Urna d’Argento (si tratta dell’Ostia Consacrata) e sono allestiti in tutte le chiese trapanesi, le quali, secondo la tradizione, vanno visitate in numero dispari e l’ultima deve essere la Chiesa del Purgatorio, sede dei Sacri Gruppi dei Misteri. Gli altari sono addobbati con fiori, piante e soprattutto dalle spighe di grano che gli abitanti della parrocchia hanno fatto crescere e donato alla chiesa. Tutto ciò si protrae durante la notte in attesa del Venerdì Santo, quando alle 14 si aprirà la Chiesa del Purgatorio e avrà inizio la maestosa Processione dei Misteri.

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