Abbattimento piante secolari di Eritrina: il Comitato spontaneo “Pro Eritrine” – Trapani in risposta ad un avviso di Damiano

eritrineCon un avviso del 3 aprile scorso, il Sindaco ha comunicato che, a seguito dell’incidente mortale verificatosi sullo scorrimento veloce nel 2015, ha disposto la verifica della stabilità delle piante presenti in città pervenendo alla conclusione di abbatterne 143 di cui 104 sono state abbattute e 39 sono da abbattere. Quelle abbattute erano prevalentemente pini e si trovavano soprattutto sullo scorrimento veloce; quelle da abbattere sono tutte eritrine secolari e si trovano soprattutto in Viale Duca d’Aosta e in Piazza Vittorio Veneto.

Nessuno di noi ha contestato l’abbattimento delle piante sullo scorrimento veloce perché il sito che fu scelto per l’impianto era inidoneo, perché erano prevalentemente alberi di pinusalepensis di scarso pregio, molto deperiti e quindi pericolosi anche a causa di una manutenzione scadente.

Legge 10/2013

Le 39 eritrine non sono uguali ai pini dello scorrimento veloce!

Le eritrine che si vorrebbero tagliare hanno tutte le caratteristiche previste dal comma 1 dell’articolo 7 della legge 10/2013 per essere dichiarate “Piante monumentali”. Manca soltanto l’atto formale per inadempienza dell’Amministrazione comunale che avrebbe dovuto censire le piante e stilare l’elenco di quelle monumentali che poi sarebbe stato gestito dal Corpo forestale. Quest’ultimo però non è stato neanche ascoltato; ma l’inadempienza dell’Amministrazione non può giustificare il mancato coinvolgimento dell’Ispettorato alle foreste.

Ci piace ricordare che, a quanto pare, queste belle “piante del corallo” avessero anche una funzioneapotropaica come il corallo e che, quindi, sembra chesiano state piantate alla fine del 1800 di fronte al mare perché si credeva che i fiori rossi come il corallo potessero proteggere i nostri pescatori dai temibili pericoli del mare.

Paesaggio

Provate ad immaginare il viale Duca d’Aosta senza le 30 eritrine che si vorrebbero tagliare: quel luogo diventerebbe un deserto surriscaldato! E’ evidente a chiunque che avremmo una grave alterazione del paesaggio e dell’ambiente! E infatti la normativa (legge 2167/1978 e succ.) impone l’obbligo di autorizzazione paesaggistica che il Comune non ha chiesto.Ricordiamo peraltro che la Soprintendenza, con propria nota, ha sottolineato che le Eritrine del centro storico “appaino rappresentative dell’identità storica del centro tutelato”.

Perizie

L’Ordine degli agronomi, in data 11 aprile 2017, ha scritto che la ditta che ha operato sulle piante di via Duca d’Aosta non ha eseguito indagini strumentali e che “gli interventi di abbattimento prescritti non sono assolutamente attendibili”. Anche noi abbiamo letto le perizie degli esperti del Comune e condividiamo pienamente il giudizio già espresso dall’Ordine degli agronomi.

Peraltro, nella conclusione della perizia della ditta incaricata dal Comune, relativamente alle piante di Via Duca d’Aosta, si prevede la possibilità di “sostituzione graduale, per settori, con un piano pluriennale di intervento di 3-5 anni.” E allora perché questa fretta?

Comunque il Comitato ha ritenuto di affidare, a proprie spese, l’incarico di preparare una nuova perizia. I nostri periti hanno eseguito indagini strumentali su 9 piante scelte, con caratteristiche medie, fra le 39 che il Comune ha deciso di abbattere. Il risultato è stato che 7 su 9 (chissà perché il sindaco scrive 6 su 9) hanno bisogno di una potatura e manutenzione adeguata ma possono ancora avere una lunga vita. Pertanto, applicando una semplice proporzione, ne deriva che almeno 30 delle 39 piante condannate potranno essere salvate a condizione di vietare le contestatissime capitozzature.

Tavolo tecnico

Il Comitato ha chiesto di incontrare il sindaco perché ha confidato sul fatto che le proprie buone ragioni lo avrebbero convinto a fermare le motoseghe. Non è stato possibile. Comunque, parteciperemo all’incontro tecnico previsto per sabato 13 p.v. con l’auspicio che prevalga il buon senso. Noi non amiamo le carte bollate. Però ci difenderemo.

Filippo Salerno per il comitato

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