Amministrative Trapani, Savona replica a Tranchida

piero savonaNon si è fatta attendere la replica di Pietro Savona, chiamato in causa dal documento di Giacomo Tranchida.

“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.

“Questa frase non è mia, ma di Enrico Berlinguer – precisa l’ex candidato sindaco di Trapani Pietro Savona – che oggi si rivolta nella tomba nel vedere come è ridotta certa sinistra che rimane indifferente a quanto succede nella nostra società, così come è accaduto a Trapani non più tardi di qualche mese fa.

Quando lo scorso anno si verificarono i noti fatti giudiziari in piena campagna elettorale, riguardanti i candidati D’Alì e Fazio, ho subito feroci attacchi perché parlavo di questione morale, ma, i distratti, sappiano che ne parlavo già nel mio programma quando affermavo di volere promuovere, da Sindaco, una fondazione intitolata a Sua Eccellenza Prefetto Sodano, con lo scopo di divulgare i valori dell’antimafia e dell’anticorruzione.

Io – rileva Pietro Savona – non coinvolto in vicende giudiziarie, venivo accusato di volere “speculare sulle disgrazie” occorse ai due avversari, di scorrettezza in quanto ribadivo, molto più modestamente, i concetti espressi da Berlinguer, quasi che politica e morale non fossero interconnessi nella gestione della cosa pubblica; qualcuno è arrivato a gridare che il complotto della sinistra, che condiziona i giudici, ha determinato lo sfociare degli accadimenti in piena campagna elettorale, insomma dovevo quasi sentirmi in colpa nell’affermare certi valori.

Pensavo che questi tempi fossero sepolti, invece mi rendo conto che anche oggi parlare di questione morale continua a suscitare reazioni scomposte e, a tal proposito, non capisco il nesso tra le mie dichiarazioni e quanto contenuto nel documento di Tranchida, al punto da pensare che il suo sfogo non sia rivolto a me, sebbene citato.

Ho detto più volte, e riaffermo adesso – continua –  che prima di scegliere il Sindaco per cui votare devo conoscerne il programma compreso come intende affrontare la “questione morale” che a Trapani c’è, è scoppiata durante la campagna elettorale ma che ha radici ben più remote per quanto dichiarato a più voci da diversi organi giudiziari che hanno stigmatizzato comportamenti ben precisi posti in essere da personaggi che hanno gestito la nostra città, direttamente o indirettamente, negli ultimi venti anni. Esistono agli atti di cronaca dichiarazioni terribili rese da autorevoli magistrati esistono lettere di Prefetti, esistono dichiarazioni dell’ultimo Sindaco di Trapani, Damiano, che lasciano intravedere terribili e torbidi scenari. Quindi essere preoccupati non è reato.

La stessa città di Trapani oggi si trova in una situazione di amministrazione straordinaria e senza organi amministrativi per responsabilità ben precise ed ha scoperto che negli anni non è stato fatto niente per programmarne lo sviluppo se non quando questo prevedeva aspetti particolari.

Questi fatti, politici e morali assieme, mi hanno portato, in verità ancor prima dei fatti giudiziari, a rifiutare ogni possibile proposta di intesa, anche quando ne avrei potuto trarre vantaggio politico e non capisco perché oggi, da cittadino votante, io non possa dire che sulle alleanze, e sui sostegni che ognuno riceve bisogna fare molta attenzione.

Tutti i candidati a Sindaco – conclude Savona – dovrebbero dire ai cittadini cosa pensano della scelta che ha determinato il commissariamento della città e dichiarare, senza ricorrere al politichese, di non volere essere sostenuti da quei soggetti che, in questo momento, hanno seri problemi con la giustizia.

Tranchida si sente in difficoltà o pensa che tutto sia rivolto contro di lui? E perché mai se, da parte mia, non è così. Si faccia la sua campagna elettorale e non faccia sterile vittimismo con dichiarazioni plateali ed appelli alle Istituzioni che già svolgono egregiamente il proprio lavoro e non hanno bisogno delle sue sollecitazioni per vigilare”.

 

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