Valderice, la parrocchia presenta il progetto “Giochi senza sbarre…”

_DSC8804_BPresentato, presso la Parrocchia Cristo Re di Valderice, il progetto “Giochi senza sbarre…..e non solo”. La parrocchia, infatti, partecipa al concorso “TuttiXTutti”, indetto dal Servizio per la Promozione del Sostegno economico alla Chiesa Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana. Il concorso premia, con l’erogazione dei fondi necessari, fino ad un massimo di 15mila euro, i progetti presentati dalle comunità parrocchiali per aiutare chi ne ha più bisogno.

Il progetto è stato presentato a Valderice perché il parroco, don Francesco Pirrera, è anche cappellano presso la Casa Circondariale di Trapani e l’incontro è organizzato anche nell’ottica di sensibilizzare i fedeli a sostenere la parrocchia nelle attività realizzate a beneficio dei detenuti, specie quelli più bisognosi.
I fondi messi a disposizione per  le forme di sostegno alla vita e alla missione della Chiesa si basano sulle risorse provenienti dall’8 per mille e dalle offerte deducibili per il clero attraverso il cosiddetto sistema del “Sovvenire” con cui la Chiesa raccoglie fondi destinati alle proprie attività.
Nel caso della parrocchia valdericina si tratta di un’attività all’interno della Casa Circondariale di Trapani e destinata ai figli dei detenuti, di età compresa tra i 4 e i 12 anni, che si recano ad effettuare colloqui con il proprio genitore.

Alla presenza del Vicario don Alessandro Damiano, dell’economo don Francesco Vivona, di don Salvatore Barbera e dei vertici della Casa Circondariale, ma anche di due detenuti in permesso con le loro famiglie, è stato quindi illustrato sia il funzionamento dell’8 per mille, sia il progetto presentato, ovvero la realizzazione di una ludoteca all’interno dell’Istituto al fine   di garantire ai più piccoli degli “spazi” con operatori qualificati che possano intercettarne i bisogni e accoglierli per prepararli all’incontro o aiutarli ad elaborare il disagio del distacco.

Don Francesco Pirrera ha auspicato che il progetto possa essere finanziato al fine di ridurre il disagio dei bambini che si recano a colloquio con i propri genitori detenuti.

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