Il vescovo Pietro Maria Fragnelli sta rendendo nota alla comunità ecclesiale una sua Lettera aperta e un decreto a sua firma con le disposizioni per la Diocesi di Trapani

Il vescovo Pietro Maria Fragnelli sta rendendo nota alla comunità ecclesiale una sua Lettera aperta e un decreto a sua firma con le disposizioni per la Diocesi di Trapani per l’emergenza coronavirus. Il decreto fa seguito alla nota resa nota ieri sera dalla Conferenza episcopale italiana che, proprio per aderire al nuovo decreto del Presidente del Consiglio, ha sospeso tutte le celebrazioni nelle Chiese sul territorio nazionale. Tutte le disposizioni valgono fino al 3 di aprile. In sintesi:

  1. Le Chiese rimarranno aperte solo per la preghiera personale dei fedeli sempre nel rispetto delle misure igienico-sanitarie e comportamentali già indicate e delle norme di sicurezza della distanza interpersonale.
  2. Non saranno celebrate in nessuna chiesa del territorio diocesano le Sante Messe feriali e festive. I presbiteri si attengano al “Rito della Messa senza il popolo” previsto dal Messale Romano.
  3. Scopo primario e originario della conservazione della Eucaristia fuori della Messa è l’amministrazione del Viatico; scopi secondari sono la distribuzione della Comunione fuori dalla Messa e l’adorazione. I parroci e i rettori distribuiscano l’Eucarestia solo per il Viatico. Non sono consentite altre forme. Piuttosto si esortino i fedeli all’adorazione personale e alla pratica della Comunione spirituale.
  4. Per le esequie, i parroci, i presbiteri e i diaconi potranno solo benedire la salma nel cimitero in forma strettamente privata. Si suggerisce di adattare quanto previsto dal capitolo IV del Rito delle Esequie.
  5. In tutte le parrocchie e rettorie si sospendano la celebrazione comunitaria della Penitenza (Liturgia penitenziale), la pratica della Via Crucis, la Lectio divina comunitaria e ogni altra pia pratica devozionale. Per la confessione individuale si garantiscano le norme previste dai decreti ministeriali. Si invitino, inoltre, i fedeli alla meditazione personale della Parola di Dio, alla celebrazione individuale della Liturgia delle Ore, alla preghiera del Santo Rosario e agli esercizi di pietà.
  6. Rimangono invariate le indicazioni di sospensione circa la catechesi per il completamento dell’Iniziazione Cristiana, gli incontri formativi e le attività caritative
  7. Fino a nuova disposizione è sospesa la Visita Pastorale già programmata per le parrocchie del Vicariato di Trapani.

Di seguito la lettera del vescovo a tutta la comunità ecclesiale in forma integrale.

 

Carissimi fedeli laici, carissimi sacerdoti e diaconi, carissimi consacrati e consacrate!

Con affetto di padre vi scrivo questa lettera nei giorni difficili che la nostra Diocesi sta affrontando, insieme a tutto il Paese e al mondo intero.       Papa Francesco ci insegna che “lo Spirito sblocca gli animi sigillati dalla paura”[1]. Quante paure si sono impadronite di noi! Tanti i cambiamenti imposti nel giro di poche settimane, con un crescendo che sbarra i sentimenti, blocca le abitudini e svuota le strade. Il senso di disorientamento diventa più forte della voglia di ribellarsi alla paura. Eppure non siamo scoraggiati!

Con Sergio Mattarella, nostro corregionale a capo della Repubblica, anche noi siamo convinti che “supereremo la condizione di questi giorni”. Per questo siamo vicini ai sanitari impegnati in un lavoro senza paragoni e incoraggiamo lo sforzo di rendere disponibili persone e mezzi nelle sedi ospedaliere e in ogni forma di aiuto specifico nel nostro territorio.

Da parte nostra prendiamo sul serio la verifica del nostro comportamento personale confidando nell’efficacia del decreto del Governo italiano e nelle indicazioni di scienziati ed esperti per contenere la diffusione del contagio. Accettiamo, perciò, volentieri di modificare alcune abitudini di vita. L’emergenza chiede il contributo di tutti, piccoli e grandi. In particolare siamo vicini alle famiglie siciliane divise tra nord e sud: nuovi sacrifici, non solo affettivi, sono a loro richiesti per tenere insieme da un lato il bene della comunità familiare e dall’altro il bene comune del Paese. Siamo convinti che gli ammalati e i familiari delle persone decedute con questo morbo “ci appartengono”: siamo loro vicini con l’affettuosa solidarietà e con la preghiera incessante. Per questo ci sentiamo pronti a condividere i loro drammi: vogliamo vivere l’unità di cuori e di menti come cittadini dello stesso Paese, desiderosi di promuovere – in questo drammatico passaggio storico – un vero rinnovamento delle istituzioni e della politica, della vita sociale e dello stile di comunicazione.

Nello spirito delle disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana e facendo seguito alle nostre indicazioni diocesane, mi rivolgo ora alla comunità ecclesiale tutta in questo tempo forte di Quaresima. A tutti e a ciascuno vada il mio particolare incoraggiamento alla prudenza spirituale, il cui fine è “la salvezza delle anime” (A. Rosmini). A tale scopo ricordiamoci che la salvezza delle anime deve sempre essere nella Chiesa quella legge suprema (cfr. Codice di Diritto Canonico can. 1752), che obbliga a guardare ogni epoca ed evento della storia come “parola di Dio” che tutti ci interpella in vista della vita eterna. Ai sacerdoti e a tutti i collaboratori delle parrocchie chiedo di declinare la prudenza spirituale in una saggia prudenza pastorale. Nella trasmissione della fede e nella cura dei fedeli dobbiamo unire paternità e pedagogia nello stile del Buon Pastore:

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici;

cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca (Salmo 22/23, 4-5).

Noi pastori siamo padri che anche in queste ore generiamo alla fede in Cristo Gesù mediante l’annuncio del vangelo; con noi pastori ogni battezzato è chiamato alla sana e fantasiosa ricerca di proposte pedagogiche adatte all’oggi (cfr. 1Cor 4,15).

In particolare suggerisco:

* l’apertura delle nostre chiese sia accompagnata dall’offerta di sussidi utili all’ascolto personale della Parola di Dio, alla preghiera della Liturgia delle ore, alla preghiera di adorazione davanti al Santissimo Sacramento e alla preghiera di devozione davanti alle statue e alle icone presenti nelle nostre chiese.

* Ogni comunità parrocchiale può esporre uno speciale registro per le intenzioni di preghiera che ogni fedele può chiedere e che saranno consegnate alle nostre monache di clausura.

* Incoraggio la preghiera personale e comunitaria in famiglia: in particolare la lettura della Parola di Dio e il santo rosario.

* Ogni giorno alle ore 19 vi invito a unirvi spiritualmente alla mia preghiera perché il Signore “non ci abbandoni alla tentazione, ma ci liberi dal male” (Cfr. Mt 6, 13).

Nel salutarvi affettuosamente, invoco la protezione della Madonna di Trapani e di Sant’Alberto, mentre comunico che ci stiamo adoperando per intensificare la vicinanza tra il pastore e i fedeli: questo tempo chiama tutti a vivere più intensamente la vocazione ad essere comunità, a gloria di Dio e a servizio dell’umanità.

Con la mia specialissima benedizione.

Pietro Maria Fragnelli

Vostro Vescovo

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