Esercitazione Nato a Trapani, giusta o ingiusta?
«In Sicilia a settembre avrà luogo la più vasta esercitazione militare dai tempi della caduta del muro di Berlino; la NATO si prepara ad avviare quella che sembra destinata ad essere molto più che una già di per sé pesante provocazione.
La NATO invece sta già predisponendo tutto in terra di Sicilia; sulla testa dei siciliani in questi giorni, sono apparsi diversi aerei militari, così come nelle strade che portano verso la base militare in cui si svolgerà l’esercitazione si incontrano già blindati e camionette. La base in questione, a proposito, è quella di Birgi Novo a Trapani; è la stessa da cui decollavano gli aerei NATO nel 2011 per andare a bombardare la Libia di Gheddafi.
Il tutto doveva svolgersi in realtà in Sardegna, presso la base di Decimomannu, ma la popolazione, come si legge nel comunicato NATO, si è rivelata ostile e dunque non vi erano le condizioni di sicurezza e serenità ideali.
Ma in Sicilia di certo non si incontrerà una popolazione del tutto felice di accogliere un’operazione di tale portata, la notizia infatti non viene al momento data con molta enfasi in giro pur se, è giusto dirlo, già diversi quotidiani ne hanno parlato. In particolare, la base di Birgi Novo potrebbe creare non pochi disagi materiali alla popolazione; essa è infatti nei paraggi dell’aeroporto civile “Vincenzo Florio”, il terzo per numero di passeggero dell’isola e che collega la Sicilia occidentale con le principali città europee.
Tale aeroporto è emblema di cosa vuol dire vivere in una terra in cui la sovranità nazionale viene calpestata; nel 2011, in occasione della guerra in Libia, lo scalo ha dovuto chiudere, con un danno economico per il territorio ben intuibile; proprio nei giorni scorsi, nel corso di una piccola esercitazione nella base militare, un drone americano si è danneggiato vicino la pista di atterraggio e gli aerei civili sono stati costretti ad essere dirottati a Palermo, con grave disagio dei passeggeri. A settembre, chi volerà da Trapani sappia di decollare ed atterrare mentre sopra e sotto le loro teste 25mila uomini si eserciteranno ad invadere ipotetici nemici.
Benvenuti quindi nella ‘libertà’ dell’alleanza atlantica; oggi più che mai vicina a provocare nuove crisi e nuovi problemi alla Sicilia in primis, ma in generale a tutto il contesto internazionale… »
Si tratta già del secondo comunicato stampa di condanna dell’operazione che si svolgerà qui a Trapani. Che veramente questa operazione della NATO sia una cosa così sbagliata ed ingiusta?
A pensarci bene potrebbero però venir in mente elementi a favore di questo genere di operazioni. Ad esempio il sempre crescente caos del mondo, dovuto a guerre, dilagante follia umana e rinascita del razzismo (è innegabile che negli USA ci sia un serio problema razziale, come è innegabile che ultimamente si senta sempre più parlare di movimenti, partiti e sette neofascisti e neonazisti). Immaginiamo se di fronte ad una concreta minaccia di invasione dell’Europa, questa non fosse preparata, la capitolazione sarebbe una naturale conseguenza. Perché farla proprio in Italia? La risposta è ovvia, il nostro paese è la “portaerei” del Mediterraneo, una posizione sicuramente strategica. Ricordiamoci che durante la guerra fredda il nostro paese fu per lunghi tratti a maggioranza comunista e più volte si “rischiò” di passare all’URSS, ma data l’importanza strategica furono fatte “carte false” pur di ancorarlo al capitalismo. Insomma, scegliere l’Italia come luogo per una esercitazione europea potrebbe essere una semplice conseguenza della nostra centralità.
Il vero problema risulta in realtà il fatto che ogni volta si venga a “rompere le scatole” a Birgi, con danni economici diretti e/o indiretti alla nostra economia. Va bene che si tratta di una base militare strategicamente importante, ma potrebbero sceglierne un’altra, una qualsiasi base da Roma in giù, infondo si è sempre in Italia, e gli aerei militari ci stanno pochi minuti a raggiungere il nostro spazio aereo, non si tratta certo di basse velocità come quelle degli aerei di linea.
Fabio Mazzonello
