Trapani, sequestrati 13 milioni di beni all’imprenditore Vito Marino

Il Tribunale di Trapani ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 13 milioni di euro riconducibili all’imprenditore Vito Marino, figlio del boss di Paceco Girolamo, ucciso nel 1986 lungo la SP Trapani-Salemi. La richiesta è stata avanzata dal procuratore capo Marcello Viola e dal questore Maurizio Agricola.
Dalle indagini, condotte dalla sezione Anticrimine della polizia e dalla guardia di finanza, sarebbe emersa “un’articolata associazione a delinquere volta alla commissione di diversi delitti di truffa per l’indebita percezione di ingenti contributi pubblici con danno all’Erario stimato per importo pari a circa 29 milioni di euro e alla successiva operazione di reimpiego di tali illecite ingenti somme di denaro tramite peculiari operazioni di interposizione fittizia di società riconducibili al Marino”.
Il provvedimento riguarda anche alcuni familiari del Marino, tra cui la moglie, Tiziana Sugamiele, e il figlio Girolamo. Nel complesso, sigilli a 40 beni immobili, 5 beni mobili registrati, 13 società (capitali sociali e complessi aziendali) e 33 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura.
Vito Marino è imputato, insieme al cugino Salvatore, per la strage di Brescia del 2006, in cui vennero assassinati Angelo Cottarelli, la compagna e il figlio minorenne. I cugini furono assolti in primo grado, condannati all’ergastolo in seguito e nuovamente scagionati dalla Cassazione. Il nuovo processo d´appello si celebrerà a Milano.

Foto Bova

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