Sfiducia a Damiano: farsa o manovra politica?
Raccogliamo le voci della gente comune: “dimissioni”, “vergogna”, “tutti a casa”, “indegni”, “la peggiore amministrazione di tutti i tempi”. Un sindaco e un consesso comunale che già poco dopo l’elezione ha dimostrato dei limiti enormi nella conduzione dei gravi problemi della città. Un’escalation costante e progressiva. La prima tappa si è avuta con l’aumento sproporzionato delle tasse, chiesto dalla giunta Damiano e votata a maggioranza dal Consiglio; ma quale maggioranza? Detto in gastronomico “penne pasticciate”, con ingredienti di ogni tipo, di destra e di sinistra o di volta gabbana.
Ricordando alcune incomprensibili decisioni e situazioni deprecabili, dall’aumento delle strisce blu al divieto di transito dei pullman al porto, dalla sporcizia in giro per la città a quella nelle spiagge affollate anche da tanti turisti, dalle migliaia di transenne collocate qua e là per le vie al degrado del centro storico… potremmo elencarne ancora tante, ma ci limitiamo.
C’è questa nuova sfiducia (ci sono stati due tentativi nello scorso anno, bloccati sul nascere, ancor prima di presentare le firme), sulla quale gravano forti dubbi che possa essere portata a compimento, perché oltre ai voti minimi necessari che non è affatto facile raccogliere (20 su 30 consiglieri che siedono in Consiglio) a noi sembra che dietro ci sia più una mossa politica. Campagna elettorale e nient’altro, insomma. Da qualche settimana si vocifera che già ci sarebbero degli accordi per una giunta di “salute pubblica”, con contatti ben avviati tra il sindaco Vito Damiano, Nino Oddo e Paolo Ruggirello. Il tutto, in attesa che Baldo Gucciardi si pronunci su un appoggio più o meno diretto, con distribuzione di deleghe assessoriali al fine di arrivare alle prossime elezioni pronti per la campagna elettorale e con la soddisfazione del sindaco di finire nei termini il proprio mandato. Ecco allora l’entrata a gamba tesa dell’ex primo cittadino Mimmo Fazio, con l’appoggio dell’ex Casa delle Libertà, Forza Italia 1 e 2, e Uniti per il Futuro, e due componenti del Gruppo Misto, Tiziana Carpitella e Peppe Marino, i quali potrebbero agire per senso civico e non per opportunità. Quale potrebbe essere l’intenzione dell’ex sindaco? La più “nobile” è quella di porre fine a quella che alcuni considerano la più disastrosa amministrazione di tutti i tempi, di cui proprio Fazio ed il senatore D’Alì ne sono stati inizialmente artefici. La più probabile, invece, è quella della mossa politica di contrasto alla formazione della nuova giunta in modo da mettere in grave difficoltà i consiglieri comunali chiamati a votare una sfiducia-trappola, mozione di grande valore mediatico in vista delle prossime elezioni. Votare SÌ significa riconquistare il proprio elettorato e allo stesso tempo lavarsi la coscienza di quasi quattro anni di complicità a questo consesso – a tal proposito, non si stupiscano i cittadini se tra questi troveranno alcuni dei consiglieri che hanno votato l’odiato aumento sproporzionato della Tares.
Votare NO significa mettersi contro il proprio elettorato e i cittadini tutti. Il già citato aumento della Tares è avvenuto lontano dalle elezioni; questa volta, invece, non si rischiano amnesie: alle prossime elezioni, sfiducia o non sfiducia, mancano poco più di 18 mesi.
Un valore aggiunto a questa mozione si avrebbe se nelle dichiarazioni dell’ex sindaco Fazio fosse inciso che, ottenendo la sfiducia, lo stesso si ricandiderebbe per la carica di primo cittadino. Sarebbe curioso anche sapere con chi, molti cittadini non vedono l’ora. Voci di corridoio, però, vedono una sua incandidabilità, a causa della vicenda giudiziaria che lo vide imputato per abuso d’ufficio e violenza privata ai danni di Vito Dolce, definita in appello nel 2008, dove è stata confermata l’assoluzione di Fazio per il reato di abuso d’ufficio e ridotta la condanna a 4 mesi per i delitti di violenza privata, sostituendola con la pena di una multa di 1.520 euro, con l’esclusione delle altre pene accessorie (nessuna notizia siamo riusciti ad ottenere su un eventuale ricorso in Cassazione).
