Chiesa gremita per i funerali di Anna Manuguerra. Toccante il ricordo del fratello
Chiesa gremita, a Nubia, per i funerali di Anna Manuguerra, la casalinga 60enne uccisa in casa, a coltellate, domenica scorsa. Per l’ultimo saluto alla donna, parecchie persone sono rimaste fuori dalla parrocchia Maria Santissima Annunziata.
La messa è stata celebrata alle 15 dal parroco Giancarlo D’Angelo, insieme a don Alessandro Fiorino, don Giovanni Mattarella e don Giuseppe Cacciatore. Presenti anche i tre figli della defunta, Mariagrazia, Giuseppe e Gaspare.
Nel corso dell’omelia, padre Alessandro ha detto che «Non ci sono parole per spiegare gli eventi, per dare risposta agli interrogativi di chi soffre».
Alla fine della cerimonia è intervenuto il fratello della donna, Salvatore. Poche parole ma toccanti: «Anna era una persona semplice, si accontentava di poco. Per lei una bicicletta equivaleva a una Ferrari. Le chiedevamo “ma non hai paura?” e lei rispondeva dicendo “io ho il Signore”». Rivolgendosi ai presenti, ha concluso dicendo «la vostra presenza mi fa capire quanto era importante mia sorella».
È intervenuto anche il sindaco di Paceco, Biagio Martorana, il quale conosceva la donna. Il primo cittadino, infatti, la incontrava ogni anno in occasione dei festeggiamenti della nonna centenaria.
All’uscita della chiesa è stato esposto uno striscione con scritto “Tutti insieme per dire di NO alla violenza contro le donne”. Questo, come dichiarato dallo stesso primo cittadino, sarà esposto per tutta la settimana in ricordo della cittadina.

