5 domande al candidato sindaco di Erice Maurizio Sinatra

Spazio autogestito – Messaggio politico elettorale

Cinque domande al Candidato Sindaco di Erice Maurizio Sinatra.

Tra i primi punti del suo programma, ha indicato il “riordino del territorio” e il “recupero del valore storico e culturale di Erice”. Cosa farebbe, da sindaco, per perseguire questi obiettivi? Ci sono già idee e proposte, al di là della designazione di due esperti come eventuali assessori?
Sinatra stampa2«Un nuovo progetto culturale che sia definito da atti concreti, da strumenti operativi, da decisioni politico-istituzionali. Deve nascere il “Brand Erice”, un marchio unico per una storia unica al mondo.
Un progetto che sia prima di tutto culturale e poi amministrativo e sociale. Per riordino del territorio non intendo l’ordinaria amministrazione. Strade pulite, raccolta dei rifiuti decorosa, viabilità sostenibile ed altro ancora non possono essere lette come fase di rilancio, ma come pre-condizione di uno sviluppo complessivo del territorio. È necessario restituire alla cittadinanza un centro storico all’altezza del suo valore culturale, nel pieno rispetto dell’originale contesto artistico e urbanistico, della sua storia e delle sue tradizioni, tale che possa diventare risorsa economica per il paese. L’opera di riqualificazione di un centro storico passa attraverso una molteplicità di azioni strategiche, volte a ristabilire relazioni: intendiamo attivare ed effettuare un’operazione che può essere definita di “rammendo”, ricollegando i fili spezzati da visioni e politiche frammentarie che hanno perso di vista la centralità di Erice, centro storico, motore della crescita anche dell’agro ericino e del territorio costiero. Intorno alla piena valorizzazione del patrimonio storico, artistico e monumentale, e alla produzione di nuova cultura, ruoterà una parte significativa del futuro della città di Erice.
Un progetto da inserire nel Documento Unico di Programmazione e di conseguenza nel bilancio di previsione di ogni anno e nella sua programmazione triennale. Un progetto pubblico-privato che sarà messo a bando.
Questa strategia evidenzia un ruolo nuovo e diverso degli enti locali che, passati da quello di semplici erogatori di servizi o attività amministrative a quello di promotori di piani di trasformazione ad alto contenuto economico, sociale e produttivo, ambientale e culturale, devono sul turismo attivare un mercato virtuoso. La cultura, il turismo, l’innovazione tecnologica, l’ambiente, la ricerca, la manutenzione urbana rappresentano gli atti di una nuova concezione dello sviluppo delle città».

A parte i confini territoriali e l’aspetto culturale, quali sono gli altri punti salienti del suo progetto per Erice?
«Il territorio va ridefinito con una strategia di crescita ed armonizzato negli strumenti tecnici di attuazione, una nuova pianificazione con un rinnovato piano regolatore generale e particolareggiato del centro storico. Ritengo che, in tal senso, sia prioritaria una qualificazione della fascia costiera, premessa indispensabile per qualunque forma di sviluppo. Tale patrimonio può rappresentare uno dei settori più forti dell’economia ericina, soprattutto se collegato alla creazione di opportuni servizi per il turismo e per il tempo libero. Abbiamo immaginato politiche finalizzate ad agevolare la ristrutturazione degli immobili abbandonati nel cuore del centro storico, incoraggiando, in tal modo, la residenzialità.
Tanti i punti salienti del mio progetto per Erice. Una rinnovata collaborazione con il Consorzio Universitario Trapanese, una nuova politica con la FuniErice e con l’Aeroporto di Birgi, per un disegno strategico del territorio. Sul tema delle politiche di Cittadinanza Attiva e di Sicurezza , la collaborazione dei cittadini deve essere concreta ed a sostegno delle istituzioni che si occupano della sicurezza del territorio. Sulle politiche sportive sarà necessario valorizzare le infrastrutture del territorio e prevedere il rilancio del Campo Bianco e del Campo San Nicola. Erice diventerà la Città Internazionale del Tennis. I servizi alla collettività sono frutto dell’adesione della comunità al progetto. Si darà vita ad un nuovo sistema dei rifiuti, una nuova riorganizzazione del parcheggio a pagamento, una nuova rete idrica. Una nuova Politica Scuola-Famiglia, attenzione verso i giovani e gli anziani attraverso la creazione di una Consulta dei giovani e di un Centro Anziani, luogo di ascolto delle loro idee.
Fare gioco di squadra e saper rappresentare bene gli interessi delle diverse categorie sociali nel progetto complessivo di crescita di tutto il Paese: questa sarà il nostro leitmotiv».

Incontrando gli elettori, ha auspicato una “rinascita di Erice dall’identità unica”. Un modo per controbilanciare l’ipotesi dell’accorpamento con Trapani per la “grande città” sbandierata da altri candidati?
«Gli ericini devono tornare ad essere orgogliosi della loro identità, non per alzare muri populistici ma per recuperare tratti identitari che fanno parte della storia dell’Umanità. Da qui è passata la storia. E’ nostro dovere far passare il futuro. Non ci soffermiamo sulla propaganda e sulle posizioni sul tema della Grande Città. Ci stiamo confrontando con le esigenze del territorio. Fermo restando il vincolo identitario, siamo chiamati a rispondere alle ragioni di una società che cambia. Il rischio concreto è che possa essere il governo nazionale a tracciare i nuovi confini se andrà avanti il progetto di ridurre i Comuni italiani a 4.000.Erice e Trapani si troveranno a dover fare i conti con questa scelta. Prima che siano gli altri a cambiare i confini con un tratto di penna, proviamo ad essere noi protagonisti di questo cambiamento, indicando una soluzione legata ai due territori. Le forme e i contenuti della collaborazione andranno definiti in un progetto di coesistenza di servizi integrati».

La sua candidatura a sindaco è sostenuta da due liste civiche. In quali aree politiche pensa di poter raccogliere maggiori preferenze?
«Continuo a manifestare la mia gratitudine a quanti, amici e semplici conoscenti, stanno con determinazione ed entusiasmo sostenendo la mia candidatura. Sarò supportato dalle liste “Alleanza Civica per Erice” e “Sicilia Futura” ed è stata, la mia, una scelta fortemente voluta: le liste che mi sostengono sono frutto di un impegno corale che donne e uomini al mio fianco hanno scelto di assumere, non – come spesso accade – una serie di elenchi che hanno come prevalente funzione quella di “collocare” candidati in ogni famiglia. Sarà scelto dagli elettori un progetto unico la cui forza è determinata dal fatto che noi abbiamo immaginato, strutturato e presentato una proposta fatta di idee e la Città lo ha compreso e lo apprezza sempre di più. Questa campagna elettorale deve essere viva e vitale, un momento di festa, per una rinascita di Erice quale centro della Cultura e della Storia, dall’identità unica, capace di confrontarsi con le sfide del futuro».

In conclusione, perché l’elettorato di Erice dovrebbe preferire Maurizio Sinatra per la prossima sindacatura?
«“Immagina… si può fare”: è il nostro invito agli ericini. Perché siamo noi ad immaginare, adesso, nel presente, il futuro che può nascere solo dalla nostra storia millenaria».

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