Rio Mare e l’AMP Isole Egadi presentano i risultati della partnership
Rio Mare e l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi hanno presentato i risultati progetto triennale realizzato insieme. Lo scorso anno era stata registrata una riduzione dell’80% della pesca a strascico illegale sotto costa attorno alle Egadi, quest’anno il risultato è ancora più soddisfacente. Infatti, è stata raggiunta una diminuzione dell’85%, grazie al posizionamento di dissuasori antistrascico ripopolanti, salvaguardando così la prateria di Posidonia oceanica e la fauna ittica.
Alla riduzione della pesca a strascico illegale si è aggiunto un altro tassello: a partire da settembre 2015, infatti, sono stati salvati 21 esemplari di tartarughe Caretta caretta, trovate ferite o in difficoltà a causa di ingestione di plastica e lenze da pesca o impatti con barche.
Inoltre, grazie a una delle sette foto trappole installate nelle grotte delle Isole Egadi, è stato anche registrato il ritorno della foca monaca nelle coste siciliane, evento unico considerata la rarità di questa specie e la scarsità di informazioni sulla sua presenza nei nostri mari.
Questi i risultati dell’iniziativa di Rio Mare e Amp egadina – per quanto riguarda l’azienda, una delle prime di questo genere per durata e investimento realizzata da privati in Italia – volta a salvaguardare la biodiversità e a favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali delle Isole Egadi attraverso il finanziamento di tre progetti. Oltre alla tutela della posidonia oceanica – “polmone verde” del Mediterraneo che fornisce rifugio e nutrienti a innumerevoli specie, contrasta l’erosione delle coste e combatte i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale – il progetto comprende il sostegno al Centro di Primo Soccorso delle Tartarughe marine a Favignana per il ricovero di esemplari feriti o in difficoltà e che svolge anche la funzione di centro visite, centro di educazione ambientale e laboratorio didattico, importante nell’ottica della sensibilizzazione di turisti, bambini e studenti sul rispetto delle specie marine protette.
Nel 2016 ben 4.800 persone hanno visitato il Centro tartarughe e i numeri nel 2017 sono in forte crescita. Inoltre, l’iniziativa fortemente voluta da Rio Mare ha previsto anche la gestione dell’Osservatorio della foca monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo, uno spazio dedicato allo svolgimento delle ricerche finalizzate allo studio della foca monaca oltre ad essere, in estate, centro visite e info point aperto al pubblico.
«Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti da questa iniziativa – dichiara Luciano Pirovano, corporate social responsibility director di Rio Mare –. Il sostegno all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la prima iniziativa di questo genere in Italia, rappresenta appieno la sensibilità dell’azienda per la Responsabilità Sociale d’Impresa ed è un esempio tangibile dell’impegno di Rio Mare per la tutela dell’ecosistema marino, dell’ambiente e per la valorizzazione del territorio italiano, poiché mira a preservare uno dei patrimoni naturali più belli del nostro Paese, creando così valore condiviso sia per la comunità locale che per l’Italia. Questo progetto, inoltre, ribadisce i valori fondamentali per Rio Mare per una pesca sostenibile e la salvaguardia delle risorse dei mari quali la lotta alla pesca illegale, il rispetto delle riserve marine e delle aree di ripopolamento. La pesca sostenibile e la tutela dell’ecosistema marino rappresentano, infatti, uno dei pilastri della nostra strategia di sostenibilità “Qualità Responsabile”. Ci auguriamo, quindi, che il successo e gli ottimi risultati ottenuti dall’iniziativa spingano anche altre aziende a sostenere e valorizzare una straordinaria risorsa, quali sono le aree marine protette, per il territorio italiano».
«Il contributo di Rio Mare è stato determinante in questi anni per sostenere i nostri progetti più importanti, in un periodo in cui i finanziamenti statali si sono drammaticamente ridotti – dichiara Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” –. Si tratta di un partenariato che ha pochi raffronti, e un esempio di come le aziende socialmente e ambientalmente responsabili possono giocare un ruolo importante anche per la salvaguardia dei beni comuni, come sono gli habitat e le specie protette. Grazie a questo supporto, di cui li ringraziamo, abbiamo preservato la Posidonia oceanica dallo strascico, debellato la pesca illegale, salvato tartarughe, sensibilizzato migliaia di persone, e, incredibilmente, accertato il ritorno della foca monaca in Italia, un risultato di conservazione che ha poche analogie in Italia”.
