Tranchida-PD, lo scontro si sposta in tribunale

tranchida_giacomoA suon di dichiarazioni, repliche e controrepliche, continua lo scontro interno tra i vertici del Partito Democratico trapanese e il sindaco uscente di Erice – ora eletto al consiglio comunale – Giacomo Tranchida.
Non solo va avanti, ma stando alle intenzioni dell’ex primo cittadino la diatriba si sarebbe spostata in tribunale.
«Continua l’azione di discredito in danno della mia persona e della mia moralità di pubblico amministratore – ha dichiarato Tranchida –. Nessun chiarimento da parte del Segretario provinciale Campagna, ancor meno alcun ripensamento ho avuto modo di leggere da parte dell’attuale segretario cittadino trapanese del PD (Francesco Brillante, ndr), anzi da costui un pubblico, vergognoso e diffamatorio rincarar la dose. Mantengo sempre fede alla parola data ed anche per rispetto nei confronti dei cittadini tutti oltre che degli elettori del PD ritengo sia arrivato il tempo che tale Brillante, peraltro Avvocato e che dunque presumo bene sappia di cosa parli, venga chiamato a rispondere del suo gravemente offensivo dire circa il mio “elemosinare consensi da personaggi con seri problemi con la giustizia” con l’aggravante del mio apparente essere paladino / azione per la legalità. In tale direzione i miei legali appronteranno quanto ne consegue e Brillante avrà modo di rendere edotta la giustizia e il sottoscritto, di contro, di difendersi da tali gratuite ingiustizie. La comunità PD e cittadina avrà al pari ristoro nel meglio conoscere e giudicare persone e fatti».

«Sul piano politico – precisa poi –, anche qui con debito di testimonianza, affermo che la battaglia di rinnovamento politico-anagrafico lanciata ai quattro venti dal Brillante è mistificatoria e assolutamente pretestuosa. Non tanto perché indirizzata in tutto lo Stato italiano solo e solamente nei confronti del sottoscritto (sic!) reo, a 54 anni, di esser un “professionista” della politica, atteso che complessivamente mi ritrovo impegnato da 25 anni quale pubblico amministratore, seppur con ruoli diversi ed in città diverse, vice sindaco e poi sindaco rieletto a Valderice per due mandati, per due brevi periodi eletto consigliere provinciale e negli ultimi due mandati sindaco di Erice, contribuendo assieme ad altri alla continuità amministrativa con la sindaco Toscano (avversata, in ogni modo dallo stesso Brillante & C. in virtù del patto di “amicizia” sottoscritto con l’onorevole Ruggirello). In poche parole, diversamente da quello che pensano svariate migliaia di cittadini elettori e di diversi comuni e non solo del PD, il riconoscimento democratico riconfermatomi e in più occasioni di trasparente e buon pubblico amministratore è la mia “colpa”. Una colpa da rottamare diversamente dal buon senso politico e dallo stesso pensiero di Renzi che invece vorrebbe valorizzare, ben conscio del livello fiduciario ideale delle comunità locali nei confronti dei loro amministratori, seppur in trincea, ma di fatto unica percepibile frontiera per i cittadini sempre più lontani dalla politica. Per la verità, non posso disconoscere che in tale direzione si ritrovava orientato lo stesso Brillante (insieme a Savona e non solo) quando nel marzo dello scorso anno m’invitarono a candidarmi a sindaco di Trapani. Declinai l’invito gratificante, rappresentando l’intendimento di candidarmi per poter contribuire a dare una spallata all’inefficiente Regione (la vera zavorra della nostra terra), dissi anche in quella occasione la mia su una possibile strategia elettorale e di coalizione per Trapani (salvo le vicende giudiziarie succedutesi ed ovviamente non immaginabili al tempo) e ringraziai per la gustosa pizza offertami. Insomma, desumo che un anno fa Brillante non aveva fatto di conto e dunque non speculava sulla mia anzianità da “amministratore professionista”. Oggi, nuovamente e a 4 mesi dal voto si rende conto che rappresento un “pericolo”, tornando a minacciare (insieme ad altri…) ferro e fuoco per non farmi candidare. Non sono preoccupato! Il mio impegno sociale e politico a servizio delle comunità locali e del territorio continuerà comunque atteso che né ieri, né oggi è così per il domani, alcuno potrà tapparmi la bocca poiché non rispondo ad alcun padrone né temo alcun padrino. La mia modesta storia d’impegno politico e sociale è nota, di essa non ho paura al netto di eventuali errori incorsi. Certo, facendo il “professionista” amministratore in territori anche difficili, ci sono stati periodi in cui seriamente mi sono preoccupato di possibili azioni / ritorsioni anche alla mia famiglia, ma confidando nelle preposte Istituzioni sono riuscito a non subir danni dal sistema criminale, sollecitato da ambienti anche politici. Per fortuna oggi non è questo il livello, seppur in maniera strisciante, al pari tal mascariamento fa però molto male interiormente ed inevitabilmente tenta ancora una volta di minar la mia credibilità di personaggio pubblico. Spalle larghe, andiamo avanti».

Tranchida conclude ironizzando – ma non troppo – sulla sua possibile candidatura alla Regione: «Sulla vicenda del pregiudizio dei Segretari provinciale e trapanese alla mia candidatura, ho rassegnato di tanto al Segretario Regionale del PD Raciti, in tale direzione auspicando un definitivo chiarimento delle posizioni, prima ancora di dover sottoscrivere nei prossimi giorni un mutuo per fare una pur minima campagna elettorale a supporto di un progetto di cambiamento ed inversione di rotta per la Sicilia vero, seppur faticoso e pieno di ostacoli, atteso la condizione data e non solo politica».

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