Comunali Trapani, Tranchida: “Mascariamenti mediatici”

tranchida (3)Duro atto di accusa del candidato sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. “Registro – scrive – in questi ultimi giorni “strane” e non meglio precisate dichiarazioni rilasciate sui media locali e sui social da parte di ex competitors alla carica di Sindaco, al pari di altri in corsa. Tanto, e non proprio innocente operato, credo al solo scopo di ingenerare perplessità ed intorpidire l’imminente campagna elettorale. Insomma, una sorta di malcelato “mascariamento” mediatico, oltre a quello strisciante, che va ad aggiungersi a quello provocato ad arte da altri tra le strade trapanesi.

Spalle larghe da parte mia – continua Tranchida – e serenità di coscienza, rilanciando con determinazione l’impegno per il progetto Cambia-Menti su Trapani, cominciando dalla vecchia cultura politica che trasversalmente interessa diverse generazioni ed aree culturali e politiche.

Serenità e fermezza dunque, rassegnate alle tante migliaia di cittadini trapanesi sostenitori invitandoli a non accettare provocazioni e/o non cadere nella trappola tesa.
Auspico però, che civilmente, come doverosamente si conviene a cittadini modello, quali sicuramente intendono essere i signori  D’Angelo Salvatore, Savona Pietro e Giuseppe Bologna, abbiano a recarsi nelle competenti sedi giudiziarie ove esporre quanto, a loro parere, di riprovevole sia a loro conoscenza al punto di rappresentare un presunto danno od ingenerare allarme sociale.

Converranno costoro che solo i mafiosi e i malavitosi, da perversa disdicevole cultura non praticano il civico dovere della denuncia nelle debite ed opportune sedi, rispetto al disbrigare le loro faccende con altri deplorevoli mezzi, ivi compreso il mascariamento. Anche in ragione di tanto mi sono sentito in dovere di allertare il Questore ed il Prefetto di Trapani, inoltrando una dettagliata / documentata nota al fine di meglio attenzionare quanto sopra succintamente esposto. Fiducioso che le Autorità preposte assicureranno la tutela dei principi costituzionali e della libertà di voto, confido nell’osservanza dell’espresso e vincolante obbligo del divieto di introdurre nella cabina elettorale il cellulare, non tanto per vietare le libertà individuali ma per restituire invece serena libertà a cittadini vittime di condizionamento da controllo del voto”.

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