F urto da 10 mila euro alla Sovrintendenza, i Carabinieri fermano un giovane

KADROLLIComputer, apparecchiature elettroniche ed altro materiale, per un valore di circa 10 mila euro è stato rubato dai locali della sede della Sovrintendenza ai beni culturali di Trapani, in via Garibaldi. Il tempestivo intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Trapani, ha però consentito di arrestare quantomeno uno dei presunti responsabili, un 25enne di origini kosovare, da anni residente a Trapani. Si tratta di Ramadan Kadrolli

 I militari, intervenuti poco dopo il furto, dopo un sopralluogo nei locali della Soprintendenza, sono riusciti, grazie anche alle tracce gps lasciate da uno degli apparati elettronici rubati, a risalire ad uno degli autori del furto. Fatta irruzione nell’abitazione del giovane, che si trova in via Giudecca del centro storico di Trapani, i carabinieri hanno ritrovato tutta la refurtiva rubata poco prima costituita da computer, apparecchiature elettroniche e oggetti da lavoro legati alla delicata attività svolta dagli impiegati della Soprintendenza. Il valore complessivo della refurtiva recuperata si aggira intorno ai 10.000 euro.

Nel corso della perquisizione gli uomini dell’Arma hanno altresì rinvenuto e sequestrato a carico del giovane, 30 dosi di marijuana e materiale per la pesatura ed il confezionamento dello stupefacente.

Tratto in arresto sia per il reato di ricettazione che per quello di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, il giovane verrà giudicato con rito direttissimo.

Il tempestivo intervento dei militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Trapani ha, in questa circostanza, scongiurato un ingentissimo danno all’Ente Provinciale di Trapani, permettendo così ai dipendenti di poter svolgere le loro delicatissime mansioni.

Ancora una volta l’Autore di reati ai danni di Uffici Pubblici, sempre più frequenti nell’ultimo periodo soprattutto nella zona del centro storico è stato assicurato alla giustizia. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi volti all’individuazione di eventuali complici.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *