I fatti della Colombaia descritti  alla Università del Mediterraneo per le tre età

La presentazione del documentario “Culummara Il castello di mare” opera di Giacomo Caltagirone ha offerto, il 19 novembre, la possibilità  ai corsisti della Università del Mediterraneo  per le tre età, Presidente  Ignazio Aversa, di assumere notizie abbastanza particolareggiate  sulla storia della Colombaia e sulla sua situazione attuale.   Perché “la Colombaia è un luogo di memorie che sussurra dalla sua maestosità alla sua città i ricordi di un tempo, rappresenta un viaggio in una tradizione ancestrale, un ritorno alle origini in cerca di un riscatto, di un discorso attorno alla storia  più che a un luogo di cui si parla molto e che si conosce poco del suo vissuto”.                                   Non è mancata la collaborazione  di Alberto Costantino autore di diverse monografie sul castello e di Luigi Bruno Presidente dell’Associazione Salviamo la Colombaia che con lo stesso autore hanno cercato di approfondire i legami vantati dalla città di Trapani sia con l’isola che con la struttura.  Inverosimile è stato il fatto che molti dei presenti non avevano avuto  e non hanno contezza della situazione e che negli ultimi anni non hanno  potuto  visitarla.  Bisogna ricordare che nei tempi andati quando la Colombaia era un carcere e quindi luogo  di afflizione, la “visita” veniva concessa soltanto  ai parenti dei carcerati i quali restavano in attesa in parlatorio e   certamente non erano nella possibilità di vedere, nel loro complesso,  quei  luoghi del dolore che ora hanno assunto un significato di valenza storica . Dal 2010, a seguito della messa in sicurezza, è stata data la possibilità  alle organizzazioni culturali di poterla  visitare ed a quanti ne avessero quell’ interesse storico/culturale di cui è permeata.                                            Per l’Associazione Salviamo la Colombaia ,che opera per la sua tutela fin dall’anno 2002, è stato un ulteriore momento per fare ricordare che, a seguito di un bando emanato dall’Assessorato regionale per i beni culturali, che scadrà fra 44 giorni, la Colombaia verrà concessa a chi  avrà cura di ripristinarla e di consentirne la fruibilità non solo ai cittadini ma anche a studiosi e ai turisti  alla scoperta di un  itinerario che non ha eguali  e  la cui presenza rappresenterà  un  nuovo modo di rivivere della nostra economia. Perché  è rilevabile il fatto che  della Colombaia se ne parla fin  dal 480 a.C. e, successivamente   nel corso  delle guerre per la conquista del Mediterraneo tra cartaginesi e romani  per poi arrivare all’uso fatto da regnanti ed in ultimo come carcere.

In tale attesa  non ci resta ripetere  che: Parlatene, parlatene sempre. Perché i silenzi diventano pietre. E le pietre diventano muri. E i muri, distanze incolmabili (D.Santorelli)

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