Museo Pepoli, mostra “Natus est. Il mistero dell’incarnazione nella ceroplastica siciliana” – Sabato 21 dicembre, ore 17,30

Nell’ambito della manifestazione “Natale in arte”, sabato 21 dicembre, alle ore 17,30, presso questo Museo, sarà inaugurata la mostra “Natus est. Il mistero dell’incarnazione nella ceroplastica siciliana”, che rimarrà aperta al pubblico sino al 29 gennaio 2020. Interverranno il direttore del Museo Roberto Garufi, Lina Novara, Maurizio Vitella. L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Pepoli, prevede l’esposizione di venticinque manufatti in cera (Bambinelli e figure di soggetto sacro) di produzione ericina, trapanese, alcamese, palermitana e salemitana, realizzati nel corso dei secoli XIX e XX provenienti da collezioni private del territorio.

I manufatti esposti sono frutto della fantasia e della solerte manualità di monache di clausura, che, operando nell’ombra e nel silenzio dei loro monasteri, tramandavano le loro tecniche di generazione in generazione. L’esecuzione delle figure avveniva generalmente in serie mediante la fusione in appositi stampi, mentre la successiva rifinitura dei dettagli veniva eseguita a mano, con appositi bulini e raschietti dalla punta arroventata, così come manualmente si eseguiva la pittura dei particolari anatomici quali occhi, bocca e capelli.

I vari ambiti di produzione del territorio si differenziano per la diversità delle tecniche e dei materiali utilizzati, oltre che per i differenti caratteri formali. La produzione ericina si caratterizza per l’adozione di scenografiche ambientazioni architettoniche a tempietto, ispirate ora allo stile neogotico, ora allo stile tardobarocco; i Bambinelli del Monte appaiono distesi in candide culle rivestite in seta e ricamate con fili dorati e paillettes o immersi entro rigogliosi giardini popolati da fiori in pasta d’amido di svariate specie (rose, dalie, passiflore, crisantemi, garofani) e da minuscoli animaletti. La manifattura di Salemi si caratterizza per il colorito chiaro dell’incarnato delle figure e per gli ornati floreali in carta crespata, mentre quella trapanese si distingue per la presenza di ambientazioni con materiali marini, ispirate agli scenografici presepi di Andrea Tipa. Le composizioni realizzate ad Alcamo presentano decorazioni floreali realizzate con la tecnica della pastiglia (una miscela di pasta d’amido e gomma arabica) e colorate con tinte a smalto lucido dalle tonalità squillanti.

La varietà di soluzioni tecniche si associa alla diversità dei soggetti iconografici: si va dal tema del Salvator Mundi (il Bambino benedicente con il globo il mano), al Buon Pastore che affianca il suo gregge, all’Ortolano riconoscibile per il caratteristico cappello. Frequente è inoltre la presenza di simboli che prefigurano la futura passione, quali il calice, i chiodi, il martello, i dadi, il sudario.

Le opere in mostra dialogheranno con le splendide figurine da presepe in legno, tela e colla (alcune delle quali restaurate per l’occasione) e con gli originalissimi presepi in corallo, avorio, materiali marini che fanno parte delle collezioni permanenti del Museo e che costituiscono la più ricca collezione di scultura presepiale esposta nei musei siciliani.

Coloro che visiteranno il Museo durante le festività natalizie avranno inoltre l’opportunità di assistere dal vivo alle diverse fasi dell’intervento conservativo a cantiere aperto del Sacro Gruppo dei Misteri “Gesù nell’orto” e di scoprire i segreti della scultura in legno tela e colla.

Il Museo rimarrà aperto nei seguenti orari:

feriali: 9,00-17,30; lunedì chiuso

domeniche e festivi: 9,00-12,30

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Prendi Questo BONUS, clicca qui sotto