L’Autismo oltre la pandemia. Domani a Partanna un incontro con specialisti e istituzioni per sensibilizzare sull’argomento

Si chiama “L’autismo oltre la pandemia”, l’incontro organizzato per venerdì 9 aprile, alle ore 18.30, sulla piattaforma Zoom,  che si potrà seguire in diretta facebook sulla pagina “Comune di Partanna: Sindaco e Giunta” e sul canale Youtube G55/Coworking/Fablab. Qualificati gli interventi in programma che saranno, nell’ordine, quelli di Daniela De Simone, psicologa, psicoterapeuta e insegnante, Giovanna Gambino, Dirigente Responsabile Npia Centro Autismo ASP di Palermo, Giulio Polidoro, Docente di sostegno, istruttore di nuoto paralimpico e tecnico per la neutrodiversità in acqua, Rosa Accardo, genitore e insegnante e Anna Maria Varvaro, presidente IV Commissione consiliare.  I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Partanna, Nicolò Catania, cui faranno seguito quelli dell’assessore alle Politiche Sociali, Noemi Maggio, di Francesca Maria Accardo, Dirigente scolastico I.I.S.S. “D’Anguirre – Alighieri” e di Vita Biundo, Dirigente Scolastico I.C. “Rita Levi Montalcini”.

“Per il Comune di Partanna – dice il primo cittadino, Nicolò Catania – si tratta di un momento di particolare importanza che ogni anno, sin dal 2017, in coincidenza con la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo, celebrata pochi giorni fa, è stato vissuto all’insegna della diffusione della conoscenza e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica, nella convinzione che insieme, cittadini e istituzioni, possono e devono fare fronte comune per prendere in carico una tematica così complessa, che presenta implicazioni sociali, sanitarie, culturali ed educative, ed esige la promozione di politiche sociali incisive ed efficaci”.

Dello stesso tenore il commento dell’assessore al ramo, Noemi Maggio, che aggiunge: “Crediamo, e i nostri sforzi sono diretti in tale direzione, in una società sempre più inclusiva; per tale motivo iniziative del genere, spesso stimolate dalle istanze e dalle necessità di famiglie costrette a misurarsi con condizioni esistenziali sempre più difficili, ci aiutano a farci interpreti di bisogni reali per la concretizzazione di “buone pratiche” rivolte al supporto alle famiglie per testimoniare la nostra vicinanza  in modo concreto”.

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