La Diocesi di Trapani in preghiera con Papa Francesco e tutta la Chiesa nel mondo intero per implorare la fine della guerra

Venerdì 25 marzo alle ore 17.30 il vescovo in Cattedrale consacrerà l’Ucraina e la Russia a Maria. “Serve una visione profetica per aprirci ad un futuro di dignità e libertà”

Dopo averlo annunciato all’Angelus di domenica scorsa, papa Francesco ha scritto ai vescovi di tutto il mondo per chiedere di unirsi a lui nel solenne atto di consacrazione a Maria di Russia ed Ucraina: un gesto della Chiesa universale, che in questo momento drammatico porta a Dio, attraverso la Madre sua e nostra, il grido di dolore di quanti soffrono e implorano la fine della violenza, e affida l’avvenire dell’umanità alla Regina della pace, scrive il vescovo di Roma.

L’invocazione si terrà venerdì prossimo 25 marzo, festa dell’Annunciazione del Signore, nella Basilica di San Pietro con inizio alle ore 17 e sarà trasmessa in mondovisione (Diretta su Tv2000 canale 28).

La Diocesi di Trapani si unirà alla preghiera del Santo Padre raccogliendosi nelle parrocchie e nei Santuari mariani. Il vescovo celebrerà l’atto di consacrazione in Cattedrale alle ore 17.30, prima della concelebrazione eucaristica per il 50° di ordinazione presbiterale di mons. Gruppuso, mons. Filippi e don Grillo.

“La consacrazione dei popoli al Cuore Immacolato di Maria ha accompagnato il mio recente viaggio a Fatima con alcuni sacerdoti della Sicilia Occidentale proprio mentre venti di guerra soffiavano nell’Europa orientale – dice il vescovo Pietro Maria Fragnelli –  Ora, in comunione con il Santo Padre, la nostra Chiesa si riunisce in preghiera per questo atto di consacrazione già invocato durante la prima guerra mondiale nell’apparizione di Fatima.

La guerra in atto rivela tutta la fragilità della condizione umana che consegna alla paura e al sospetto la convivenza delle nazioni. Solo la misericordia di Dio può riaprirci alla speranza, al perdono, alla solidarietà concreta. Serve una visione profetica per aprire tutti ad un futuro in cui la dignità e la libertà dei popoli possano fiorire”.

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