FUOCO E FIAMME NEL CARCERE: DETENUTI INCENDIANO LE CELLE

 
Resta alta la tensione nelle carceri della Sicilia, e nella Casa circondariale di Enna in particolare. “E’ uno stillicidio continuo il ripetersi di eventi critici contro il personale di Polizia Penitenziaria in servizio”, denuncia il segretario nazionale per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Calogero Navarra. Il sindacalista spiega che “l’altro Ieri sera tre detenuti ghanesi, con problemi psichiatrici, per futili motivi, hanno distrutto ed incendiato le celle, creando gravissimi disordini. Solamente con l’intervento di diverso personale di Polizia Penitenziaria, che si è riversato in istituto libero dal servizio, si è ristabilito l’ordine, per fortuna senza nessun ferito”.
Navarra denuncia: “La Casa circondariale di Enna da qualche mese ha visto imposto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma la Sezione per gli articolo 32 O.P., ovvero i detenuti con gravi problemi di comportamento. Una decisione scellerata considerato i grandi problemi strutturali della Casa circondariale:  la Sezione si trova al piano terra in un punto di passaggio di tutti i ristretti del Reparto. Altro problema la grave carenza di personale con turni pomeridiani e notturni con posti di servizio accorpati”.
“Io credo che la Polizia Penitenziaria di Enna e della Sicilia tutta, che pure ha dimostrato grande professionalità, sprezzo del pericolo e alto senso del dovere, non debba essere messa nelle condizioni di vivere situazioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine per i ricatti di alcuni ristretti violenti che evidentemente pensano di stare in un albergo e non in un carcere”, conclude il segretario del SAPPE per la Sicilia.
“Il Sappe auspica in un celere intervento di questo Governo sulle continue situazioni di alta tensione e di aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, oramai all’ordine del giorno”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti di Enna e torna a denunciare la realtà delle carceri. E si rivolge in particolare al Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari: “La situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto. Al Sottosegretario Ostellari, che ha la delega per i detenuti, rinnoviamo l’invito ad incontrare il SAPPE per affrontare i temi che sono nella sua delega, cioè i detenuti, malati psichiatrici, riorganizzazione istituti, media sicurezza. Ma chiediamo anche l’immediata applicazione dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi. Sarebbe opportuno dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”. Per questo, il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria non esclude clamorose forme di protesta dei poliziotti: “perché ormai il tempo delle interlocuzioni è finito: in questi ultimi anni ci siamo recati in ogni istituto di pena del Paese, per adulti e minori, abbiamo pazientemente ascoltato il personale, abbiamo scritto e riscritto alle varie Autorità competenti, ma ci rendiamo conto che chi di dovere non ha ancora intrapreso le iniziative che abbiamo richiesto e che ci aspettavamo”.

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