Turismo e disabilità: beni culturali accessibili a tutti, una sfida da affrontare

Un turismo aperto a tutti, che abbatta ogni barriera e renda i beni culturali accessibili. Servono investimenti, certo, sia da parte di enti pubblici che privati, ma anche sensibilità e un’attenta programmazione. Sforzi, però, che sarebbero ripagati, producendo sviluppo socio-economico.
Se ne è parlato al baglio Florio del Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, al convegno “Turismo e Disabilità: l’offerta turistica per i disabili in Sicilia, occasione di sviluppo economico e di integrazione sociale”, organizzato dalla sezione di Castelvetrano dell’AIAS – Associazione Italiana Assistenza Spastici –. Al convegno, moderato dalla giornalista Margherita Leggio, hanno portato un saluto, tra gli altri, Tommaso Bertolino, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trapani.

1La presidente AIAS, Angela Puleo, ha proposto l’istituzione di un concorso di idee annuale per la stesura di una tesi di laurea con relativo progetto per rendere accessibile un bene culturale indicato dall’AIAS e la costituzione di un gruppo di lavoro che, con le proprie iniziative, “possa contribuire a fare riappropriare le persone disabili di spazi della cultura ancora oggi per lo più preclusi alle persone disabili”.
Mario Candore, dirigente generale del Dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali, ha inoltre reso noto che proprio qualche giorno fa il Ministero ha finanziato al Distretto socio-sanitario un progetto in chiave di vita indipendente che getta le basi per l’inclusione nella società dei disabili.
Enrico Caruso, direttore del parco archeologico di Selinunte-Cave di Cusa – partner dell’iniziativa insieme al Rotary club Castelvetrano-Valle del Belice e al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo – ha sottolineato che il suo lavoro mira a offrire una “buona percezione e fruibilità del sito archeologico da parte di tutti, normodotati e disabili”, aggiungendo che “nell’ottica dell’inclusione stiamo cercando di creare uno specifico ufficio tecnico in grado di realizzare progetti con i Comuni di Campobello di Mazara e Castelvetrano. Con quest’ultimo attualmente stiamo cercando di eliminare una scala chiusa che dalla zona dell’ingresso conduce alla parte alta e di trasformarla in rampa”.
Elisa Bonacini, dell’Università di Catania e coordinatrice del progetto #iziTRAVELSicilia, ha illustrato la piattaforma multimediale partecipata nell’ambito della quale si trovano numerose guide di vari luoghi d’arte e di cultura dell’intera isola. Alla piattaforma, con la realizzazione di audioguide inerenti al parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, stanno collaborando pure gli studenti dell’istituto comprensivo castelvetranese “Radice-Pappalardo”. Un contributo all’arricchimento della piattaforma lo daranno anche gli studenti dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Cipolla-Pantaleo-Gentile”.
Di “museo democratico”, ovvero accessibile a tutti, “da realizzare con la partecipazione quanto più ampia possibile di soggetti vari”, ha parlato Dario Scarpati, coordinatore della commissione ICOM, organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali, impegnata ad assicurare e preservare la continuità del patrimonio culturale e naturale, materiale e immateriale.
Giuseppe Pellitteri, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, ha poi sottolineato il valore che riveste la progettazione dell’accessibilità nei siti archeologici, “questione morale che si pone agli architetti oltre che un vantaggio per i siti stessi che in questo modo possono allargare la fruibilità dei luoghi”.
Viviana Trapani, anch’essa del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, ha illustrato le fasi che hanno condotto alla collaborazione con L’AIAS per la realizzazione del concorso “Hera indica la via”, riservato agli studenti dei corsi di laurea magistrale in Architettura, in Ingegneria Edile-Architettura e laurea in Design.

3Ventidue gli universitari iscritti, tre i lavori presentati e valutati da una commissione costituita da cinque membri: Giuseppe Pellitteri, Viviana Trapani, Giuseppe Gallo, Giuseppe Scuderi e Angelo Centonze.
L’elaborato vincitore è risultato quello realizzato da Andrea Ferrara, di Monreale (Palermo), e Adele Giambrone, di Aragona (Agrigento), studenti al terzo anno del corso di laurea in Disegno industriale. Consiste in una brochure “per tutti e non soltanto per i disabili” sul parco archeologico di Selinunte-Cave di Cusa facilmente consultabile e nella quale è suggerito un percorso fruibile, consigliato o alternativo, per il quale, con mappe, sono indicate anche le percentuali di pendenza del terreno.
Il premio in denaro, assegnato ai due studenti, è stato messo in palio dal Rotary Club Castelvetrano-Valle del Belice, rappresentato dal suo vicepresidente Ferdinando Mattozzi.
“La Sicilia – ha detto Antonio Barone, direttore dell’itinerario culturale Rotta dei Fenici – è ancora molto indietro in fatto di accessibilità, visitabilità e fruibilità dei luoghi di cultura e d’arte. Non vi sono informazioni specifiche sui siti istituzionali regionali e provinciali e così i milioni di turisti che vorrebbero trascorrere le loro vacanze nella nostra isola, non trovando notizie sui servizi, vi rinunciano. Spesso i privati sono attrezzati ma gli attrattori culturali no. Attualmente stiamo portando avanti diversi progetti, tra i quali quello con l’AIAS di Castelvetrano di monitoraggio del patrimonio culturale per accertarne il livello di accessibilità”.

Nicolò Corleo, psicologo e collaboratore dell’AIAS, e Paola Gandolfo, presidente dell’Associazione “Spazio libero” di Salemi, si sono infine soffermati su esperienze “speciali”.
“Noi disabili – ha detto la Gandolfo – abbiamo bisogno di luoghi di cultura e d’arte che non siano spazi morti, ma fruibili dalle persone con disabilità varie. È importante fare rete anche con le istituzioni per passare dalle parole, che rimangono limitanti, ai fatti e che non si costruiscano più barriere che poi necessitano di essere abbattute”.
Nel corso del convegno, come si può notare, il tema dell‘accessibilità turistica è stato affrontato nella sua accezione più ampia: non si tratta infatti di una questione di pertinenza esclusiva dei disabili motori, ma di molte altre persone.
Un bene culturale accessibile darebbe ulteriore valore a quello, già inestimabile, che possiede il nostro patrimonio, lasciando intuire l’importanza di una sfida creativa e certamente in salita ma, insieme, portatrice di risultati misurabili per l’intera collettività.

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