Obiezione di coscienza e servizio civile. Lunedì incontro con Caritas Italiana

A cinquant’anni dalla legge sull’obiezione di coscienza in Italia: analisi e prospettive.

Era il 15 dicembre del 1972 quando, per la prima volta, lo Stato italiano ha promulgato una legge per dare la possibilità ai giovani appena maggiorenni di astenersi dall’obbligo di prestare il servizio militare armato. Fino ad allora, non presentarsi in caserma a 18 anni significava essere un renitente alla leva, e la pena era il carcere. Ma all’inizio degli anni 1970 il movimento nonviolento e contro la guerra era molto forte. Da allora sono stati fatti molti passi: è stata abolita la leva obbligatoria ed è possibile dedicare un anno della propria vita al servizio dei più deboli con il servizio civile nazionale.

Che ne è stato di quel respiro pacifista da cui tutto è nato? Quali sono le prospettive del servizio civile come esperienza educativa alla cultura della pace?

Lunedì prossimo 20 febbraio  alle ore 17 presso il Seminario Vescovile ( Erice Casa-Santa)  si terrà un incontro con Diego Cipriani di Caritas Italiana per fare il punto e riflettere sul futuro. L’incontro rientra nell’ambito del percorso organizzato dalla Diocesi di Trapani in vista dell’anniversario della guerra in Ucraina “Disarmare il cuore per fermare ogni guerra”,

Diego Cipriani è stato obiettore di coscienza al servizio militare, svolgendo servizio civile nella Caritas di Bari. Dal 1990 è responsabile del servizio civile della Caritas italiana. Dal 1991 Segretario e poi Presidente della Consulta Nazionale Enti Servizio civile. Per le edizioni la meridiana ha pubblicato, insieme a Guglielmo Minervini, L’abecedario dell’obiettore (1991) e L’antologia dell’obiettore (1992).

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